L'Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato la diffusione del virus Zika
“un'emergenza globale” e ha invitato tutti i Paesi a collaborare in
modo da tenere sotto controllo il numero dei contagi. La decisione è
stata presa da un comitato di esperti dell'OMS riuniti a Ginevra in
seduta straordinaria.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato la diffusione del virus Zika “un’emergenza globale” e ha invitato tutti i Paesi a collaborare in modo da tenere sotto controllo il numero dei contagi. La decisione è stata presa da un comitato di esperti dell’OMS riuniti a Ginevra in seduta straordinaria.
L'ultima volta che era stata presa una decisione simile è stato nel 2014, poco dopo lo scoppio dell'epidemia di Ebola in Africa. La decisione è stata presa con l'intento principale di tener alta la guardia e soprattutto guardando alle conseguenze che il virus, colpendo le donne in gravidanza, sembra avere sui feti in formazione.
Il virus non causa sintomi molto gravi, di solito febbre e sfoghi cutanei, ma si teme che possa essere legato ad alcune malformazioni come la microcefalia nei feti nel caso in cui sia trasmesso a donne incinte. In Brasile ne sono stati segnalati quasi 4mila casi dallo scorso ottobre, ma solo alcune centinaia di questi sono stati verificati e confermati dalle autorità sanitarie. La dichiarazione di “emergenza globale” consentirà di dare più risorse per contrastare il virus, che si diffonde principalmente attraverso il morso delle zanzare, come avviene per altre malattie come la febbre gialla e la dengue.
David Heymann, a capo del comitato di emergenza, ha spiegato che il virus da solo non sarebbe stato definito un'emergenza "perché per quanto ne sappiamo non causa condizioni cliniche gravi". "E' solo per questo possibile legame con la microcefalia - ha aggiunto - che abbiamo deciso di dichiararla emergenza internazionale, ma non sappiamo quanto ci vorrà per trovare il collegamento". Ciò che serve ora, ha detto Heymann, è "una sorveglianza standardizzata" e "intensificare la ricerca" sull'apparente legame fra infezione da virus Zika e microcefalia.
Al momento la strategia che l'Oms metterà in campo insieme alle istituzioni nazionali, utilizzando per la prima volta il fondo per le emergenze istituito dopo l'epidemia di Ebola, consisterà nella distribuzione di materiale protettivo e informativo alle donne in gravidanza, ai controlli nei paesi colpiti sempre nell'ottica di verificare l'effettivo legame tra virus e microcefalia, e a un impulso alla ricerca per trovare un test rapido e, in un secondo momento, un vaccino e una cura. La dichiarazione di emergenza internazionale, ha precisato Chan, servirà proprio ad avere uno sforzo coordinato in queste direzioni.
Tra le prime autorità a raccogliere l'appello sono stati i Centers for desease control and prevention (CDC), gli organismi Usa per il controllo e la prevenzione delle malattie, che ha annunciato l'aumento delle risorse a disposizione della ricerca. Gli Usa hanno aggiunto alla lista dei paesi verso i quali è sconsigliato viaggiare anche Costa Rica, Nicaragua, Isole Samoa e Curacao. L'Italia si è mossa nei giorni scorsi con la determinazione di linee guida che sconsigliano alle donne incinte, o che hanno intenzione di iniziare una gravidanza, di viaggiare nei paesi più colpiti dalla diffusione del virus, al momento principalmente in Sudamerica, Caraibi e Centroamerica.
Il virus è trasmesso dalle zanzare Aedes Aegypti. Nella lotta per contenere il virus si sta facendo ricorso anche all'immissione di zanzare 'buone' nelle aree più coinvolte per favorire incroci che generino ibridi sterili.
Il virus Zika è conosciuto da decenni e finora non è stato mai confermato un caso di morte direttamente collegato alla malattia. Trasmettendosi con le zanzare, Zika è comunque altamente infettivo e si sta quindi valutando lo sviluppo di un vaccino per immunizzare la popolazione più a rischio, anche per evitare possibili mutazioni virali. Negli Stati Uniti sono in corso ricerche per sviluppare vaccini contro Zika. Uno di questi è basato sul vaccino sperimentale per il virus del Nilo occidentale, che potrebbe essere riadattato contro Zika in tempi rapidi, tali da consentire l’avvio dei primi test clinici entro fine anno. La dichiarazione dell’emergenza potrebbe accelerare ulteriormente le attività di ricerca per la produzione di un vaccino.
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