“Il fenomeno esiste: è reale, tridimensionale, solido, tecnologico,
estraneo, quindi non ha niente a che vedere col mondo che conosciamo. E
se viene dall’esterno, vuol dire che abbiamo delle visite da parte di
qualcun altro. E probabilmente non da ora. ” Il fenomeno in questione è
quello ufologico e a parlarne in questi termini è uno dei decani della
ricerca italiana in questo settore, Roberto Pinotti.

ROBERTO PINOTTI. FOTO DAL SITO UFFICIALE
Sociologo, scrittore, giornalista aerospaziale, nonchè Segretario
generale del CUN e del team CETI (Contact with Extra-Terrestrial
Intelligence), ha appena concluso la sua “ultima fatica”: la due-giorni
di San Marino, un appuntamento ormai tradizionale per tanti
appassionati.

IL VOLANTINO DEL 20° SIMPOSIO MONDIALE SUGLI OGGETTI VOLANTI NON IDENTIFICATI ED I FENOMENI CONNESSI
È proprio in questa occasione che ci siamo incontrati, per fare
insieme il punto su questa materia così discussa sulla quale Pinotti ha
indagato con grande passione e grande impegno nell’ultimo mezzo secolo
di vita. “Il mio primo articolo l’ho scritto quand’ero corrispondente
per un’associazione inglese: era il 1962 ed avevo 18anni. Se si fanno i
conti…”, mi racconta con un pizzico di giustificato orgoglio e forse
anche di nostalgia.
In questi decenni, lo studio dei fenomeni aerei anomali- come oggi
amano dire gli esperti, al posto dell’abusato acronimo UFO- di passi
avanti ne ha fatti molti. Il più clamoroso ed evidente è l’ammissione da
parte di alcuni governi dell’esistenza di indagini lunghe e costose su
ciò che ufficialmente non dovrebbe esistere. Un po’ strano, no? La
nostra intervista parte proprio da questa anomalia.
Dottor Pinotti, come si spiega l’apertura degli archivi segreti
contenenti centinaia e centinaia di dossier su presunti avvistamenti
alieni?
<Io do questa chiave di lettura: i governi minori- intendo i
governi europei, sudamericani, asiatici che hanno assunto questo
atteggiamento di apertura cauta, ma netta, addirittura aprendo le loro
documentazioni istituzionali ufficiali- in pratica stanno mettendo le
mani avanti. Stanno dicendo alle loro opinioni pubbliche che non le
hanno ingannate, perchè in fin dei conti hanno detto loro qualcosa.
Lo stesso ha fatto e sta facendo in forma analoga il Vaticano, che
sta ammettendo che dal punto di vista teologico gli Alieni non solo
possono esistere, ma addirittura dovrebbero esistere, perchè altrimenti
si determinerebbe una contraddizione nei confronti della onnipotenza
creatrice di Dio. Quindi anche la Santa Sede si aspetta gli Alieni. Ma
perchè mettere le mani avanti? Perchè tutti questi poteri hanno ben poco
da perdere. Chi invece avrebbe da perdere maggiormente è la leadership
planetaria degli Stati Uniti di America.
Sono i più informati, sanno tutto- almeno dagli anni ’50- ma non
dicono nulla perchè qualora saltasse fuori una realtà di questo tipo
probabilmente gli Stati Uniti diventerebbero una nazione come tante
altre e lo vogliono evitare. Quindi da parte loro- e non da adesso, ma
da almeno una ventina d’anni - è partita la creazione di un mito, un
mito falso, fasullo, degli alieni brutti, cattivi, aggressivi, ostili di
cui bisogna diffidare.
Perchè se fosse davvero così gli Stati Uniti, che già adesso si
atteggiano a guardiani del mondo, verrebbero ad accreditarsi come i
nostri potenziali difensori contro un’eventuale aggressione. Così
sperano di mantenere ancora una leadership. Non credo che ci
riusciranno: non so quando, ma sono sicuro che al pari dell’Unione
Sovietica imploderanno e saranno spazzati via, se domani salterà fuori
la verità sul tema UFO.>
È la tesi del “cover up”: copertura, mistificazione,
insabbiamento scientemente ed astutamente portati avanti da Washington e
dalle altre superpotenze per trarre tutti i benefici da un’ipotetico
contatto ravvicinato con una o più civiltà aliene (basti pensare a tutte
le straordinarie scoperte della seconda metà del XX secolo, frutto
secondo i teorici del complotto proprio della reingenierizzazione di
strumentazioni extraterrestri) senza però nessuno svantaggio. Allora
anche gli scienziati hanno sempre negato il fenomeno alieno per questo
stesso motivo? O c’è qualche altro timore di base?
< Una ventina di anni fa, quando lavoravo in una società del
comparto aerospaziale, quasi per caso sono stato coinvolto in
un’iniziativa portata avanti dal Seti (“Search for Extraterrestrial
Intelligence”) che per due anni consecutivi, nel 1987 e nel 1988, ha
affrontato in due sessioni di congressi astronautici internazionali il
problema:”E se domani arrivano gli alieni, che succede?”. Da sociologo
io ho dato il mio contributo e le mie due relazioni scientifiche sono
state accettate.
Poi però è venuto fuori il “Post Detection Protocol”, cioè il
protocollo che il Seti ha creato in caso di contatto, nel caso in cui
si avverta davvero un segnale di vita intelligente. Sapete che dice?
Purtroppo che la gente sarà l’ultima a sapere, perchè prima bisogna
vagliare attentamente lo scenario, valutarlo insieme alle Nazioni Unite
e con l’unione astronomica internazionale, discuterne con tutta una
serie di organismi e solo da ultimo lo si dirà alla gente. Questo la
dice lunga…
Si teme che l’opinione pubblica possa essere scossa da una simile
rivelazione, perchè si ultimerebbe la rivoluzione copernicana: la Terra
da quello che tuttora si crede che sia, ovvero il centro dell’universo,
diventerebbe un semplice, banalissimo pianeta che, statisticamente
parlando, ha almeno 150mila repliche solo nella nostra galassia. Tutto
questo ci detronizza come padroni del creato. Però dobbiamo accettarlo
perchè funziona così nell’universo.>
Eppure da qualche anno si registra una novità. Anche il mondo della
scienza- quella seria, accademica, ufficiale- dopo aver ridicolizzato
coloro che parlavano di vita aliena e di possibilità di contatti con
civiltà provenienti dallo spazio, ora è in prima fila alla ricerca di
prove. Non solo. Alcuni suoi esponenti, anche autorevoli, affermano
addirittura di averne già trovate, come ad esempio l’astronomo irlandese
Eamonn Ansbro, anch’egli relatore al congresso di San Marino. Come mai
questa inversione di rotta?
<La scienza sta capendo che è presa in contropiede: la gente
vuole sapere e ha bisogno di essere informata. Le generazioni di
scettici che un po’ per disinformazione e un po’ per prevenzione hanno
finora negato tutto stanno cadendo sotto i colpi di una serie di eventi e
cambiamenti. Fino a pochissimo tempo fa, il maggiore ostacolo che
veniva frapposto all’idea di Alieni in visita alla Terra era il concetto
dell’idea-limite della velocità della luce, che non può essere violata.
Se è impossibile viaggiare come o più della luce, allora è
impossibile che un’astronave compia distanze interstellari per arrivare
fin qua. Oggi dopo l’esperimento del Cern di Ginevra abbiamo visto che
non è sicuro che la velocità della luce sia insuperabile. Le nuove
scoperte stanno sbalestrando la fisica come la conosciamo e ci stanno
facendo capire che se, per esempio, si riesce a deformare o a contrarre
lo spazio, ci si può spostare per grandi distanze in tempi brevi.
Già questo ha spiazzato definitivamente il fronte degli scettici. Ma
soprattutto la gente si sta convincendo sempre di più. Una volta, a
malapena il 30 per cento dell’opinione pubblica accettava queste idee,
oggi invece- lo dicono gli ultimi sondaggi- i tre quarti della gente
accetta l’idea degli alieni e degli ufo. Ciò significa che sta
crescendo una nuova generazione aperta a queste tematiche. Max Plank, il
grande fisico, disse che una nuova realtà scientifica non si impone per
il fatto che riesci a convincere i suoi oppositori, ma perchè i suoi
oppositori muoiono uno dopo l’altro e nel contempo cresce una nuova
generazione in grado di accettarla.>
E per il futuro? Cosa dovremmo attenderci, da qui ai prossimi anni?
Incontri ravvicinati di ogni tipo? Rivelazioni di massa? Roberto Pinotti
non nasconde un certo ottimismo in proposito… <Fino a pochissimo
tempo fa, ero convintissimo che non avrei mai visto gli effetti
dell’azione che sto portando avanti da 50 anni in ogni parte del mondo.
Non pensavo che ne avrei visto i frutti. Ma oggi posso dire che non ne
sono più affatto certo.
Anzi, ho il sospetto che forse prima di morire vedrò effettivamente
un cambiamento radicale. Se domani dovesse verificarsi davvero, se
dovessimo accertare che davvero gli Alieni hanno visitato la Terra, ci
sarà un effetto domino, esattamente come per la caduta dell’Urss.
Il processo sarà tale che non si potrà fermare. Sarà un terremoto e
purtroppo ci saranno vittime collaterali.
Perchè tutto questo evidentemente ci espone ad una serie di
problemi: il mondo non sarebbe più lo stesso. Dobbiamo capirlo,
sociologicamente dobbiamo renderci conto che potremo dover cambiare
tante cose, ma non credo che la situazione sarà peggiore della nostra
attuale. In fin dei conti, avremo un vecchio mondo da perdere, ma anche
uno nuovo da guadagnare. E forse dovremmo quasi sperare che avvenga…>
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