Secondo uno studio del Weill Cornell Medical College lo stress legato alla paura del terrorismo aumenta il consumo di sigarette. In particolare, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, un milione di americani ha ricominciato a fumare per lo stress.
“Nonostante ci sia un consenso generale sul fatto che lo stress
incentivi l’utilizzo di sostanze, questo è il primo studio indipendente
sugli effetti dello stress sul fumo”, spiegano gli autori della ricerca, e il primo che collega eventi specifici al consumo di sigarette.
Lo studio è basato sui dati raccolti dal Behavioral Risk Factor Surveillance System,
un sistema di raccolti di dati di rischio sanitario raccolti dal
sistema sanitario americano, e fa anche una stima economica del costo di
questo aumento dei fumatori: tra i 500 e gli 850 milioni di dollari,
che vengono descritti come un “costo nascosto” degli attentati.
Il coordinatore della ricerca, Michael Pesko, arriva a suggerire che
nel malaugurato caso di eventi che causino “stress collettivo” in futuro
i medici dovrebbero controllare con maggiore attenzione il consumo di
sostanze che possono dare dipendenza, o anche attivare programmi che
forniscano sostituti della nicotina.
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