Una ricerca sudamericana ha studiato i rischi per la salute del
suonare continuativamente i bonghi per diverse ore. Non si parla di
vicini che perdono la pazienza e mettono le mani addosso al suonatore di
bonghi (anche se in qualche caos meriterebbe uno studio anche questo)
quanto proprio delle conseguenze fisiche degli impatti tra la mano e le
pelli dei tamburi.
Lo studio del Centro de Nefrología dell’Universidà di Montevideo,
Uruguay, ha esaminato i musicisti professionisti e semiprofessionisti
che si esibiscono durante il carnevale, con performance che superano
spesso le tre ore di durata.
Lo studio ha approfondito non tanto i danni alla mano, ma sull’intero
organismo: le analisi delle urine dei partecipanti (campionate sia
prima sia dopo l’esibizione) allo studio hanno evidenziato anormalità
nei valori nelle urine raccolte successivamente all’esibizione nel 69%
dei casi, anormalità che nei test effettuati sui campioni raccolti
precedentemente non erano state riscontrate. In particolare, sono state
registrate ematuria e proteinuria, che possono comportare danni
all’organismo nel liungo periodo.
La causa sarebbe l’emolisi extra-corpuscolare: in altre parole, gli
urti ripetuti tra mano e pelle del tamburo “frammenterebbero” il sangue e
le cellule, che entrano così in circolo.
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